“… fu così che il pittore Wang-Fo e il suo discepolo Ling disparvero per sempre sul mare di giada azzurra che poco prima Wang-Fo aveva inventato.”
Dal pastello di Zambrelli “Al di là delle onde”, la fine del racconto tratto da Nouvelles Orientales di M.Y.
Per punizione l’imperatore voleva tagliare le mani e bruciare gli occhi di Wang, colpevole anche per essere riuscito a farsi amare dal suo discepolo che tentò di avventarsi contro il Figlio del Cielo, ma fu eliminato dalle guardie.
Prima di mettere in atto la punizione, l’imperatore voleva però che il pittore portasse a termine l’immagine del cielo e del mare tracciata in un dipinto incompiuto di Wang, completando le palpebre azzurre delle onde e le frange del mantello del mare, convinto che le mani del vecchio, così prossime a cadere, avrebbero tremato sulla seta e l’infinito sarebbe penetrato nella sua opera attraverso queste smagliature del dolore.
Wang cominciò a tinteggiare di rosa la cima dell’ala di una nube poi aggiunse piccole rughe al mare e una barca, intanto non si accorgeva che il pavimento di giada si stava ricoprendo d’acqua che stava per sommergere i cortigiani e l’imperatore.
La barchetta si avvicinò, il vecchio riconobbe felice Ling che remava, il quale rassicurò il maestro che le persone del palazzo non sarebbero scomparse perchè “gente di quel genere non era fatta per perdersi all’interno di una pittura” e aggiunse: “Il mare è calmo, il vento favorevole… partiamo, Maestro mio, per le terre al di là delle onde”.
Il pittore prese il timone, mentre si alzava un velo di vapore d’oro nel crepuscolo; fu così che il maestro e il suo discepolo Ling disparvero per sempre sul mare di giada azzurra che poco prima Wang-Fo aveva inventato.